NUMERO
1 - 2018
In primo piano
di Maurizio Crippa
La voce della Cooperativa
di Don Andrea Lotterio
di Padre Angelo Cupini
Testimonianze
di Maurizio Andreotti | Incaricato alla Protezione Civile per la zona Como Lecco Sondrio
La straordinaria testimonianza di una scolta
di Anna Maggi
La luna che risplende 2017
di Anna Maria Rusconi
di Angelo Rusconi
Testimonianze
QUEST’ANNO IL SERVIZIO LO FACCIO IN GHANA
di Anna Maggi

Cari Amici e Amiche,
sono di ritorno da un anno di Servizio Civile in Ghana. Ho vissuto undici mesi in un centro di riabilitazione per ragazzi disabili gestito dalla congregazione dei "Servi della Carità" di Don Luigi Guanella, in un villaggio situato nella Volta Region: Mafi-Adidome. Il centro, chiamato "Good Samaritan Home", ospita 21 ragazzi e ragazze, oggi miei fratelli e sorelle, con varie disabilità: Sindrome di Down, ritardo mentale, paralisi cerebrale infantile, autismo e patologie genetiche. Vivono per la maggior parte dell'anno all'interno del centro, poiché per le famiglie è difficile gestirli. Le difficoltà familiari sono legate sia alla mancanza di strumenti e alla povertà, sia all'ancora viva credenza che le persone portatrici di disabilità siano "maledette": alcune famiglie infatti hanno difficoltà a mandare avanti le loro piccole attività commerciali poiché nei villaggi le persone si rifiutano di comprare i loro prodotti, anch'essi maledetti.


Educatori, preti e volontari lavorano insieme per organizzare le giornate dei ragazzi proponendo attività educative, lavorative (in ambito agricolo), manuali, espressive e sportive, promuovendo l'autonomia di ciascun ragazzo attraverso i loro innumerevoli punti di forza e le loro qualità.


La cosa che più mi piace descrivere di questo centro, di questa casa, è la gioia e la serenità che vi si respirano. Chi di voi ha avuto la fortuna di lavorare o vivere a stretto contatto con dei ragazzi disabili conosce bene le forti emozioni che si provano. La spontaneità e l'inspiegabile allegria con le quali i ragazzi affrontano ogni momento mi sono state ogni giorno d'esempio e, al di là delle fatiche quotidiane, che sono universali, comuni a qualsiasi luogo e tempo, ho avuto la grande fortuna di vivere con dei maestri di vita, contenti nel condividere ciò che hanno e contenti nel ricevere qualunque cosa tu sia pronto a offrire. Ho vissuto queste forti emozioni in un ambiente per me nuovo, che mi ha incuriosita e stimolata molto, che non ha fatto altro che aumentarne l'intensità. Ho vissuto in un contesto in cui tutto è ancora un po' più primitivo, l'attenzione è rivolta ai bisogni primari, c'è un contatto più stretto e diretto con la terra, ci si sporca e si sorride di più, la spiritualità è più concreta e dove non si vive se non si crede in qualcosa di grande, qualunque cosa sia. Le emozioni sono più forti e decise, come i tratti di un quadro espressionista,è un luogo dove si ha meno paura a mostrarsi per quello che si è e la bellezza emerge quando si è disposti a mettere in campo quello che si è per l'altro. L'altro è Brother, Sister, Momi, Anti, così da portarlo più vicino, così da essere più difficile da ignorare.


Vi scrivo sia per rendervi partecipi di questo pezzettino della mia vita, del quale sono particolarmente entusiasta e innamorata, sia per promuovere questo tipo di esperienze che ci avvicinano agli altri, in un momento in cui si tende a essere troppo diffidenti. In ultimo, ma ugualmente importante, vorrei condividere con voi una necessità del centro, che ha bisogno del contributo di tutti. Durante quest'anno si è rotto il bus, che purtroppo non è stato possibile riparare. A che cosa ci serve? I ragazzi vengono da villaggi sparsi per la regione e le famiglie non hanno la possibilità di portarli e di venirli a prendere al termine delle vacanze o all'inizio dell'anno scolastico, quindi questa sarebbe la prima motivazione, più logistica. Ma la realtà è che questi ragazzi hanno una gran voglia di uscire dal centro, di conoscere nuovi posti, di incontrare e mescolarsi alla gente, e soprattutto la gente ha bisogno di entrare in contatto con loro; questi ragazzi sono una fonte di benessere che non può rimanere nascosta nel centro. Il bus può essere uno strumento di integrazione, un ponte tra due realtà ancora troppo divise.


Il video qui pubblicato è un piccolo assaggio di quello che ho provato a trasmettervi e un modo per vedere le facce dei ragazzi di cui vi ho parlato. E' molto divertente, ve lo consiglio!!!!


Per vederlo cliccate sul link sotto la foto e inserite la password Ghana.