NUMERO
1-2016
In primo piano
LA SFIDA NON E' IMPOSSIBILE
di Anna Maria Rusconi
BRANCA E/G
di Francesco Declich/esploratore Squadriglia Volpi Lecco3
La voce della Cooperativa
I 40 anni del Cernusco
di Betty Carta e Marina Ravot
Le attività per ricordare l’anniversario del Cernusco Lombardone 1
di Sara Casiraghi / Co.Ca. del Cernusco Lombardone 1
Giornata del pensiero 2016
di Annachiara Masini /genitore del gruppo di Cernusco
di Lorenzo Manni / Clan Lecco1
di Maria Falconi / Noviziato WabiSabi - Cernusco L. 1
In primo piano




NATIVI DIGITALI E SCOUTISMO
di Anna Maria Rusconi

Come al solito, in medio stat virtus. Ai genitori legittimamente preoccupati per la dipendenza dei figli dalle tecnologie e indaffarati nel cercare di farli rimanere negli scout si è cercato di dare un sostegno nell'incontro di domenica 21 febbraio, Giornata del Pensiero.


Mentre branco, cerchio, reparto, noviziato e clan erano in cammino verso la chiesa dei Frati per la messa, Maurizio Crippa, ex capo storico del Lecco 1, parlava agli oltre cinquanta mamme e papà presenti nella saletta dell'oratorio. Una proposta nata dalla Cooperativa Progetto Scout con un fine ben chiaro: "Un patto di responsabilità educativa tra capi e famiglie". In nome della proposta scout, credo educativo riconosciuto, ma in difficoltà rispetto alla rivoluzione digitale.


Da una parte, adolescenti disincantati, con l'accesso immediato a tutto lo scibile e la velocità delle relazioni con gli altri, conosciuti e sconosciuti...
Dall'altra, genitori che cercano di tener duro sulla scelta educativa, ma che, alle prime difficoltà, non insistono, assecondando i figli che prendono un'altra strada, che, qualunque essa sia, di certo non ha l'unicità dello scoutismo...


In mezzo, capi che fanno sempre più fatica a distinguersi dai ragazzi che sono chiamati ad educare...
Ed ecco uno scautismo indebolito proprio nella fascia d'età per cui è nato: quella del reparto...


Che fare?
Le nuove tecnologie esistono e tutti le usano: una proposta educativa che non ne tenesse conto finirebbe per ripiegarsi su se stessa e non trovare più spazio per agire. Con un uso intelligente: in uscita basta un solo telefonino con il numero del capo reparto da contattare in caso di difficoltà reale e da usare - perché no? - per documentare l'uscita con foto alla squadriglia, all'ambiente circostante, alle bellezze della natura; si costruisce e si mantiene la memoria dell'esperienza vissuta insieme; what'app e facebook si possono usare - di nuovo, perché no? - per condividere con gli altri squadriglieri un pensiero, un'emozione, per sentirsi ancora di più un gruppo.


I genitori devono tener duro, convinti della singolarità della proposta: il fondamento sui valori cristiani, la progressione personale che ti fa cominciare sempre da capo fino a quando non sei pronto per partire da solo, il metodo educativo che valorizza l'individuo all'interno della comunità, la generosa apertura agli altri, l'essere presenti in tutto il mondo. Qualche anno dopo, al momento giusto, i frutti si vedranno.


I capi siano credibili e, soprattutto, facciano fare ai ragazzi esperienze coerenti con la proposta scout. Fare, fare e fare...: la formazione si sperimenta sul campo. E si aspettino un invito a cena dalla famiglia dei loro ragazzi, un modo gradito per instaurare un rapporto personale autentico.
Le tecnologie avranno anche cambiato la visione antropologica dell'individuo. Ma di "talenti da trafficare" ce n'è ancora tanti e lo scoutismo ha resistito per più di cent'anni: a chi non sta a cuore che continui a farlo?