NUMERO
1-2015
In primo piano
EDUCARE ESSENDO SE STESSI
di Maurizio Crippa
In piazza S. Pietro anche 90 scout lecchesi
di Stefano Scaccabarozzi
Il Noviziato Lecco 1 Lecco 2 incontra la Comunità Islamica italiana
di Giovanni Rossi
Scolte ancora
La fantastica reale storia della Casa-Famiglia di Albertina Negri
di Anna Maria Rusconi e Giovanni Dell'Era
La voce della Cooperativa
LE SFIDE DEL NEOELETTO PRESIDENTE ANDREA MUSSI
di Anna Maria Rusconi




UN VERO INCONTRO
di Giovanni Rossi

Il Noviziato Lecco 1 e 2 incontra la Comunità islamica italiana

 

Tutti i giorni, avvengono nel Mondo fatti di ogni genere... e noi, da bravi scout e da ragazzi che questo Mondo cercano di capirlo e conoscerlo meglio, abbiamo deciso di interrogarci e di approfondire, nel nostro cammino, alcune questioni importanti. Tra i tanti argomenti, uno in particolare ha destato il nostro interesse; interesse nato dall'ignoranza e dalla paura: il Terrorismo islamico.

 

Questo, da subito, abbiamo voluto approfondire. Una terribile minaccia, che sembra lontana da noi, ma che mai come in quel momento - come in questo momento! - abbiamo sentito e sentiamo così terribilmente vicina. Nell'ottobre 2014 i fatti sconvolgenti di Charlie Hebdo e di Tunisi non erano ancora avvenuti, ma già si avvertivano tensioni, echi di guerre sempre più forti e vicine, numeri di vittime, nomi di persone a cui era stata tagliata la testa... Perché?

 

Nel tentativo di rispondere anche a questa domanda, abbiamo deciso di telefonare ad un nostro amico, Muhammad, nipote dell'imam Abd al Wahid Pallavicini, fondatore e presidente della Comunità religiosa islamica (CO.RE.IS) italiana. La CO.RE.IS è un'organizzazione che riunisce oltre cinquantamila cittadini italiani musulmani, che dal 1993 ha iniziato un'azione di testimonianza ed informazione sulla cultura musulmana, sensibilizzando l'opinione pubblica sulla reale possibilità di un vero, pieno e profondo incontro tra fede islamica e cultura occidentale.

 

Un incontro veramente profondo ed emozionante quello che abbiamo vissuto lo scorso dicembre a Milano.

 

Appena siamo arrivati, abbiamo subito affrontato l'argomento ‘terrorismo islamico', per poi non parlarne più. "Via il dente, via il dolore", potrebbe venire da dire. In realtà, sarebbe un atteggiamento superficiale e sbagliato, poiché proprio in quell'incontro ci siamo resi conto del vero dolore che questi veri musulmani provano perché uomini pazzi e squilibrati uccidono nel nome di una religione, nel nome della loro religione. Dolore, perché in troppi li accomunano ai terroristi, perché in troppi hanno pregiudizi esagerati e sbagliati, perché in troppi compiono stupide generalizzazioni, perché in troppi giocano con la paura delle persone, fomentando odi inutili e senza senso... Con grandissima tristezza, ci hanno spiegato che il Corano non dice assolutamente di uccidere, che anzi la loro religione lo impedisce, che quei pazzi non sono musulmani! Noi, però, non siamo in grado di leggere il Corano nella lingua in cui è scritto, senza filtri di traduttori o commentatori, e non possiamo indagare di persona quello che c'è scritto nel Libro Sacro; ma una cosa è certa: il loro atteggiamento, la tristezza nei loro occhi e nelle loro parole, le azioni ed i gesti che hanno compiuto anche in seguito verso di noi non hanno fatto altro che accrescere sinceramente la nostra fiducia nei loro confronti, la nostra amicizia, la nostra fratellanza, la nostra comunione.

 

Amicizia, fratellanza e comunione sono state le vere linee guida del nostro incontro.

 

Vi raccontiamo di un gesto che è davvero rimasto nei nostri cuori e che per molti di noi è stato il momento più bello, significativo, intenso e profondo della giornata. L'anziano e veramente saggio imam ha voluto con fermezza e convinzione che numerosi membri della comunità islamica milanese (soprattutto tra i più giovani), siccome era domenica, prendessero parte, in comunione con noi, alla Santa Messa. È qui che abbiamo capito che lo scopo della CO.RE.IS è sincero. Qui abbiamo capito che è realmente possibile un incontro tra le nostre religioni, oltre che costruttivo, intelligente ed affascinante. Per noi uomini del futuro, per il Mondo del futuro è, anzi, essenziale essere aperti agli altri, condividere, scoprire, collaborare... Dopo questo gesto, anche noi, che eravamo partiti da Lecco forse solo per curiosità ed interesse, abbiamo assistito al loro rito e alla loro preghiera in un modo diverso, e - cosa che probabilmente non sarebbe successa se spinti da sola curiosità - lo ricordiamo ancora come un momento emozionante e molto significativo.


Naturalmente, c'è stato un momento in cui i nostri amici hanno dovuto rispondere a tante nostre curiosità su alcuni loro gesti, su alcune abitudini, obblighi, riti, preghiere, usanze... E alla fine, il pranzo. Buono per il cibo, ma soprattutto importante per il dialogo, scherzoso, informale, piacevole, in particolar modo anche con ragazzi della nostra età, magari da sempre musulmani, oppure recentemente convertiti. Addirittura, c'era uno scout come noi che era appena diventato musulmano. Anche questo momento è stato interessante ed importante e, dimenticavamo, preceduto da un Padre Nostro e da una preghiera islamica, dove musulmani e cristiani erano accanto e si tenevano per mano.


Dopo i saluti, siamo tornati a casa un po' cambiati e pronti a diffondere questa testimonianza e a combattere con la pace, nel nostro piccolo, ogni ingiustizia, ogni generalizzazione, ogni pregiudizio ed ogni odio. E, con i nostri amici, non è mica finita: ogni tanto ci scambiamo lettere per un confronto serio su quello che succede nel Mondo, perché - sebbene i terroristi islamici siano un grande dolore per tutti - non si può far finta che non esistano e bisogna averne un'opinione acquisita tramite la serietà, l'intelligenza, la coscienza e la conoscenza.

 

Giovanni Rossi
Novizio Lecco 1-2