NUMERO
0 - 2013
In primo piano
La gestione della sede vista dal neopresidente
di Anna Maria Rusconi
il rapporto interpersonale nell’educazione scout
di Maurizio Crippa
BRANCA L/C
La Famiglia Felice è tale solo se tutti collaborano
di Aldo Maggi
di Vecchi Lupi di Cernusco
A maggio come Vecchio Lupo ho avuto l'idea di abbellire il murales della nostra tana perché aveva solo due personaggi: Akela e Chil.
di Roberto Colombo
BRANCA E/G
di Maria Roma e Francesca Favini
Il lato dolce dell’esperienza associativa e tanto altro nei racconti di ieri e di oggi
di Anna Maria Rusconi e Giovanni Dell'Era
BRANCA R/S
di Lorenzo Pennati
di Beppe Cortona
La voce della Cooperativa
In primo piano
TRAMA E ORDITO
di Maurizio Crippa

La parabola educativa dello scoutismo nel rapporto interpersonale è un "tessuto" elaborato con l'alternarsi di relazioni orizzontali e verticali dei ragazzi tra loro e con i loro Capi, sia individualmente sia in forma collettiva.


Dal Branco-Cerchio alla Comunità Capi, la parabola dello scoutismo alterna fasi più o meno lunghe di rapporti interpersonali in senso orizzontale - tutti allo stesso livello - , e verticale - che esalta invece la progressione nel progetto educativo personale. È una modalità pedagogica efficace che risale, almeno nei suoi principi fondamentali, alla stessa intuizione di Baden Powell, quando ha dato vita in Sudafrica all'esperienza scout. Con questo numero di PLP cercheremo di attirare l'attenzione del lettore sul rapporto interpersonale e sulla relazione sociale che si sviluppano all'interno delle unità e che sono vissuti con particolare intensità proprio durante i campi estivi, ai quali, come al solito, diamo ampio spazio.
La famiglia felice del Branco: un'esperienza particolare di socializzazione
La branca L/C è strutturata in maniera "orizzontale": l'importante è che tutti i bambini possano stare bene insieme, giocando e imparando cose nuove in una dimensione sociale in cui i ruoli sono ridotti al minimo. Non a caso il branco è l'ambiente fantastico in cui agire e i lupetti e le lupette si muovono dietro ad Akela, il Vecchio Lupo esperto e leader naturale che tutti si impegnano a seguire e imitare. Il Branco rappresenta il luogo nel quale ci sono regole che, forse per la prima volta in modo autonomo, i bambini assumono senza l'imposizione dei genitori o delle maestre, e scoprono come sia utile ed efficace per il gioco essere leali e sinceri. Colgono anche il valore dell'esperienza quando si accorgono che i lupetti anziani sanno giocare meglio e sono d'esempio ai cuccioli; i Vecchi Lupi diventano inevitabilmente dei trascinatori e, per la loro particolare condizione di giovani-adulti,sono molto seguiti e rispettati, spesso più degli altri adulti. Quando i lupetti sono pronti per "la grande caccia di primavera"... incontrano la prima discontinuità educativa dello scoutismo: la salita al Reparto.
La Squadriglia: luogo meraviglioso per imparare a crescere
E così, il lupetto e la lupetta che avevano "imparato a cacciare" ripartono da zero: la salita al Reparto li pone in una posizione in cui devono imparare tutto da capo e sono gli ultimi della fila: davvero un bel salto! Nella vita di Squadriglia, però, si vive intensamente l'essenza della proposta educativa dello scoutismo perché si scopre il senso dinamico della vita e la possibilità di agire su se stessi per orientarla verso obiettivi precisi, verificando l'incedere dei passi strada facendo. La relazione sociale nella Squadriglia è "verticale" perché il più piccolo avverte chiaramente le differenze che lo separano dal più grande, dal Caposquadriglia. E così scopre e coglie il valore della progressione personale, dell'importanza di guardare avanti, un'esperienza che lo accompagnerà fino alla Partenza. Impara a riconoscere e sviluppare il dinamismo delle conoscenze (progressione scolastica), delle competenze scout (passaggi di livelli), di esperienze (fare più cose diverse) e di organizzazione (passare dal gioco all'avventura). Nel microcosmo della Squadriglia si sprigionano tutte le relazioni interpersonali che determinano un buon clima, che permettono di costruire qualcosa di importante (e sognato ...) e di realizzarlo insieme con successo. Il Reparto è il luogo del confronto e della relazione larga, e i Capi sono il perno dell'attività di Squadriglia, forniscono il metodo, testimoniano lo stile, disegnano i percorsi di sviluppo educativo motivando l'impegno dei Capisquadriglia o offrendo loro occasioni di verifica e miglioramento. Nel Reparto così verticalizzato, nel quale ogni esploratore e guida acquisiscono progressivamente le competenze e le esperienze necessarie per il loro coinvolgimento non solo nell'attuazione delle attività programmate, ma anche nella fase di ideazione e progettazione, si sperimentano quelle doti di leadership e si acquisisce quello speciale senso di responsabilità che nella fase adolescenziale è un'opportunità rarissima offerta ai ragazzi. Anche in questo caso, quando ormai si è al massimo della progressione, altra discontinuità, altro cambiamento ...
"Farsi nuovo" per un anno: alla scoperta di sé nel Noviziato
Il Noviziato è il punto di svolta nella progressione personale all'interno dello scoutismo: di nuovo si riparte da zero, da leader e capi squadriglia scelti a novizi, apprendisti, con tutto da fare e tutto da scoprire, di sé, degli altri e del mondo intorno a noi. In un contesto apparentemente privo di strumenti e di metodologia evidente, la relazione "orizzontale" è di nuovo proposta di vita offerta a post-adolescenti, ai quali si chiede di fare tabula rasa e di dedicare tempo, impegno e attenzione verso se stessi, non da soli, con altri e soprattutto con i Maestri dei Novizi, grandi alchimisti della ricerca individuale alla scoperta dei propri talenti e dei segni della prima adultità. La lettura della "Strada verso il successo" di B.P., seppur testo un po' datato, è il pretesto per guardarsi dentro e poi confrontarsi sui temi cruciali della vita: l'amore, la fede, i falsi idoli, i vizi, ecc. Il Noviziato ha successo se è "quantità", se offre tanti stimoli per aiutare a scoprire tanti aspetti di sé e confrontarli con quelli degli altri novizi nella ricerca di una volontà comune di scelta di educazione, o meglio, di autoeducazione. Un anno passa in fretta e, al termine, ecco la prima scelta importante da prendere da soli: se salgo al Clan, vuol dire che mi sto prendendo sul serio e voglio impegnarmi secondo un progetto di autoeducazione, con l'esperienza Rover-Scolte e con l'obiettivo della Partenza.
Nel Clan "si sta non perché si hanno le stesse idee, ma perché si fanno le stesse cose"
Un Clan di Milano (il 23°, se non ricordo male) aveva sul fazzolettone un motto che riassume bene le relazioni interpersonali nell'ultima fase, "verticale", della parabola scout: "vive la difference". Nel Clan si sta perché si è diversi, ma si vuole la stessa cosa: imparare a crescere secondo un progetto individuale - che risponde ad una vocazione - ma che è vissuto insieme ad altri con esperienze comuni di strada, comunità e servizio, i tre pilastri metodologici della branca RS. I Capi sono chiamati "a tirar dentro i rover e le scolte per tirar fuori tutto quello che hanno "; la loro capacità educativa consiste nel tenere rapporti personali stretti e di confronto con ciascuno dei ragazzi per aiutarli a perseguire i loro obiettivi individuali e, al tempo stesso, per offrire occasioni di grande qualità di apertura all'esterno per iniziare a scoprire le esperienze fondamentali dell'uomo nella società. Il "capitolo" li farà pensare al lavoro, alla politica, all'impegno civico, alla famiglia, al servizio degli altri, alla crescita culturale, e così via ... su questi temi il confronto, la discussione e l'espressione continua del proprio pensiero aiutano i rover e le scolte al dialogo, alla comprensione di quelli che la pensano in modo diverso, alla percezione della "pienezza di vita" come obiettivo importante da raggiungere.

 

Fasi orizzontali e verticali, "la trama e l'ordito" del tessuto educativo dello scoutismo che sempre ripropone il rapporto interpersonale stretto come elemento pedagogico fondamentale: per questo lo scoutismo non ha bisogno di persone eccezionali, ma di persone schiette che vogliano seminare fiducia con il loro impegno verso i ragazzi, con il loro sforzo di offrire occasioni importanti di conoscenza di sé e degli altri, per "lasciare il mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato".

 

Maurizio Crippa
Cooperativa Progetto Scout