NUMERO
2-2015
In primo piano
di Maurizio Crippa
E tutto cominciò così...
di Albertina Negri
BRANCA R/S
di Giulia Piatti
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Scautismo a Lecco: la scelta da settant'anni
di Maurizio Crippa

Quest'anno la ripresa delle attività dei gruppi scout coincide con i settant'anni di promessa delle prime guide: un'occasione importante per fermarci a riflettere in modo non solo celebrativo della memoria.
Quelle prime ragazze erano adolescenti interessate a vivere un'esperienza educativa alla ricerca della pienezza di vita e hanno compiuto un gesto di coraggio per quei tempi, ma soprattutto hanno dato una risposta convinta alla loro vocazione. Ognuna di loro, infatti, ha poi vissuto una storia diversa, ma intensa, di sequela del disegno del Signore con una testimonianza autentica della propria fede cristiana: nella famiglia, nella Chiesa, nel lavoro, nell'impegno sociale.
Ricordarle oggi serve a richiamare i giovani Capi sull'importanza di proporre ai ragazzi lo scoutismo come "la scelta" della propria volontà di crescita e non invece una delle "tante esperienze" che si possono accumulare nella prima parte della vita. Proporre ai ragazzi qualcosa di speciale e tagliato su misura per ciascuno di loro, mediante il rapporto interpersonale e la progressione individuale, è la grande sfida che ogni anno un Capo ha davanti a sé e che può accettare se ha un progetto educativo chiaro e condiviso e se ci mette l'impegno personale in misura significativa e generosa. I Capi hanno abbastanza tempo a disposizione, svolgono il loro servizio con entusiasmo e si appassionano ai ragazzi; devono tuttavia ricordare che il loro servizio nasce da un mandato, un mandato educativo consegnato loro dalla Comunità Capi.
E qui ritorniamo alle nostre sorelle maggiori. Fare il Capo nello scoutismo è la risposta a un mandato e a una vocazione: egli riceve un incarico che non è solo l'attribuzione di una responsabilità individuale, ma anche la condivisione con gli altri Capi e, soprattutto, la risposta alla chiamata del Signore a "trafficare i propri talenti". Una chiamata che mette in gioco tutte le dimensioni della persona e che richiede quindi - da parte dei Capi - una risposta pronta ("Estote parati") e, soprattutto, disposta a mettere in gioco la propria giovane vita in modo totale.
Proprio come le nostre sorelle guide hanno fatto nel 1945.
Proprio come dice la canzone "C'è una lunga traccia..." da seguire e, ogni anno, da rinnovare.

 

Maurizio Crippa
Cooperativa Progetto Scout