NUMERO
2-2015
In primo piano
di Maurizio Crippa
E tutto cominciò così...
di Albertina Negri
BRANCA R/S
di Giulia Piatti
In primo piano


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QUEL SEME è ORA UNA PIANTA RIGOGLIOSA
di Albertina Negri

Era il mese di giugno del 1945, settant'anni fa, e con la mia amica Tilde Galli* arrivai, in bicicletta da Lecco, al campo di Colico per avere notizie dello Scoutismo che stava rinascendo in ltalia dopo la clandestinità in epoca fascista. Avevamo già partecipato a qualche riunione in via Boscovich a Milano, dove avevamo incontrato per la prima volta Nina Kaucisvili e padre Ruggi d'Aragona, arrivato appositamente da Roma. A Milano stavano organizzando il primo gruppo femminile.
Arrivati al campo, l'incontro con l'assistente don Andrea Ghetti (Aquila Randagia) fu abbastanza scioccante: aveva modi molto rudi e ci metteva molta soggezione. Ripartimmo con tanti dubbi, ma anche con tanta speranza nel cuore per quell'avventura meravigliosa che stavamo per intraprendere e che riempì poi tutta la nostra vita.
Nel luglio dello stesso anno, partecipammo, assieme al gruppo milanese, a un Campo Estivo a Campo dei Fiori, vicino a Varese. Le attrezzature del Campeggio erano veramente primitive; come tende, ne usammo alcune della ex-Gil (Gioventù Italiana del Littorio). Tutte le attività erano da scoprire e da indovinare; al primo Fuoco di bivacco non conoscevamo ancora i Canti Scout e chiudemmo cantando la "Salve Regina".
Dopo parecchi incontri, avvenuti sempre a Milano, ci preparammo alla Promessa delle prime dieci Guide di Lecco, che avvenne - dopo una veglia durata tutta la notte - nel giardino di Casa Badoni il 24 novembre 1945. La cerimonia si svolse alla presenza della responsabile regionale, Nina Kaucisvili, e dell'assistente di Lecco, don Teresio Ferraroni. Nell'ultima meditazione, tenuta nella notte, don Ferraroni disse: «Vorrei che ognuna di voi pregasse per tutte le altre che verranno. Tra molti anni potrete presentarvi a loro come "vecchie Scolte" e dire che avete tenuto fede alla vostra Promessa».
In quelI'occasione fu gettato un seme che poi diventò pianta rigogliosa; cominciò così una storia che è viva da settant'anni. Per reclutare nuove Guide, si battevano gli inviti con la macchina da scrivere, che venivano poi distribuiti fuori dalle scuole o in occasione di convegni e riunioni.
In quel periodo, nessuno di noi aveva esperienza, ma solo passione di ricerca. Eravamo di fronte a qualcosa di bello, di appassionante, ma nello stesso tempo di ignoto: nel guidismo che andavamo sperimentando, affioravano valori da scoprire e da vivere. L'amicizia mise radici profonde, che il passar del tempo non ha minimamente scalfito; abbiamo imparato che il segreto dell'esperienza scout sta nella disponibilità dei Capi a "servire", donando tempo, impegno, entusiasmo e tanto amore.
Ben presto sorsero le tre branche: Coccinelle, Guide, Scolte.
I primi passi si mossero nell'insicurezza, non soltanto perché privi di esperienza, ma soprattutto per la povertà di mezzi: l'acquisto della prima tenda "Moretti" fu una grande conquista.
Eravamo tenute in grande considerazione anche in campo nazionale: Amalia Pozzoli fu Commissaria della branca Coccinelle, Elena Galli della branca Guide e Maria Antonietta Buizza della branca Scolte.
Grazie a queste partecipazioni nazionali, nel 1957 si svolse nella nostra zona la prima Route Nazionale Scolte, con ritrovo a Rancio nel giardino di Villa Cima. I Fuochi, provenienti da tutta ltalia, percorsero 10 diversi itinerari sulle nostre montagne, e al Cerchio finale la Messa di chiusura fu celebrata dal Vescovo Ausiliare di Milano Mons. Sergio Pignedoli, concelebrante Mons. Ferraroni.
Ai campi di San Giorgio, il Lecco si distinse sempre vincendo parecchie gare, dimostrando preparazione e capacità tecnico-organizzative.
Anche le scelte personali di vita furono molto significative: il monastero del Carmelo, la donazione missionaria, il servizio in enti assistenziali-educativi, la testimonianza del matrimonio cristiano.
Molto differenti le scelte, ma unico lo stile di vita, una vita vissuta con impegno generoso e fede profonda, tenendo presenti la Promessa e la Legge Scout. Il motto «Servire» è rimasto indelebile nei nostri cuori.
Molte delle prime Promesse hanno già deposto il Ioro zaino e siedono nel Cerchio dei Beati; altre portano ancora il loro fardello, forse fatto più pesante, ma l'amicizia forte che ci unisce ancora ci aiuta e ci sprona a camminare per giungere alla meta, con la coscienza di non aver sprecato il nostro tempo, ma di aver fatto "del nostro meglio per rendere il mondo un poco migliore".
Lo Scoutismo mi ha trasmesso il senso positivo della vita; mi sono state di guida le parole che B.P. ha lasciato nel suo ultimo messaggio:


"La felicità non dipende dalla ricchezza né dal successo nella carriera... Contentatevi di quel che avete; guardate al lato bello della vita e non al lato brutto, ma il vero modo di esser felici è quello di procurare felicità agli altri.
Cercate di lasciare questo mondo un po' migliore di quanto l'avete trovato. Il vostro amico B.P."

 

Buona Strada a tutti,
Albertina Negri

 

*Tilde Galli lasciò lo scoutismo agli inizi del 1947 per farsi suora di Maria Ausiliatrice. Andò in America dove si preparò alla partenza per la missione in India. Là continuò la sua opera con esemplare fede e capacità fino alla morte che la colse a Shillong, in India, il 14 novembre 1990.

 

Le fantastiche  10:
Tilde Galli, Albertina Negri, Anna Belgeri Bartesaghi, Maria Badoni Anghileri, Paola Breglia, Luigia Fossati Leoni, Anna Maria Locatelli, Luisa Locatelli, Anna Maria Lanfranconi e Anna Maria Stefanoni Bertolini.