NUMERO
3 - 2014
In primo piano
di Maurizio Crippa
Capo Scout, Incaricata Nazionale della Branca RS ai tempi della Route in Abruzzo del 1986
di Maurizio Crippa
La fiducia dei capi reparto si ripone nell’Alta
di Anna Maria Rusconi e Giovanni Dell'Era
BRANCA E/G
"WURZL 2014", "Radici" appunto, è il nome scelto per il raduno internazionale biennale ospitato dall'Austria...
di Pietro Radaelli/EG Lecco 3
Il campo in Val Carona per le guide e gli esploratori del Lecco 1
di Marco Meinardi /EG Lecco 1
"Divergent", di Veronica Roth è il tema del campo estivo 2014 del reparto misto "Braci Ardenti" del Lecco 3...
di Pietro Radaelli/EG Lecco 3
Scolte ancora
Belluno 5-9 Settembre 2014
di Mariarita Maggi e Albertina Negri
Scolte ancora




ROUTE: ALLA RISCOPERTA DELLA PROMESSA
di Mariarita Maggi e Albertina Negri

La route di quest'anno è stata soprattutto incentrata sul significato che ha oggi per noi, ex AGI, la promessa pronunciata "nell'antica gioventù", dal momento che essa costituisce l'elemento fondamentale dello scoutismo: alcune di noi l'hanno pronunciata il 24 novembre 1945, altre in tempi successivi, ma ci ha accompagnate tutte nel corso della nostra vita, animate dallo stesso spirito e con lo stesso intento: fare del proprio meglio per Servire, seguendo il messaggio e il metodo di Baden Powell. Ci siamo quindi proposte di approfondire il servizio alla Chiesa, alla Patria, al prossimo.

 

B.P. afferma che ogni scout deve compiere il proprio dovere verso la religione alla quale appartiene: per noi cristiani si tratta di mettere in pratica, nella vita e nei rapporti di ogni giorno, i principi del Vangelo e non solo di affermarli sul piano teologico.
La Chiesa, secondo la parola di Papa Francesco, è chiamata ad essere la casa aperta del Padre e il suo fine primario è quello di testimoniare l'amore di Gesù.
La prima visita che abbiamo effettuata è stata a Santa Giustina, presso il Centro di spiritualità e cultura "Papa Luciani", per ricordare la figura di Giovanni Paolo I, originario del bellunese, che in soli 33 giorni di pontificato ha dato al mondo intero una testimonianza di serenità e di fede. La sua spiritualità si riassume nel "voler bene al prossimo, alle anime, compatire, aiutare, sopportare, perdonare".
In questo Centro abbiamo incontrato Paola Dal Toso - giornalista e docente universitaria, da sempre impegnata nell'Agesci - che ci ha presentata la figura e l' operato di don Francesco Cassol, parroco scout che ha lasciato traccia indelebile nel ricordo delle persone che lo hanno incontrato: pastore amato dalle comunità in cui ha operato, è stato instancabile accompagnatore spirituale, attento al percorso formativo di tantissimi giovani (Paola Dal Toso: Occhi verso il cielo - ed. Messaggero, Padova).
Don Francesco seguiva la spiritualità di Charles de Foucauld e partecipava anche a "Raid goum" (gruppi di persone che vivono annualmente alcuni giorni assieme nella preghiera e nella meditazione, camminando lungo percorsi solitari e dormendo all'addiaccio, nel sacco a pelo).
Nella notte del 22 agosto 2010 a Pula di Altamura, nel Parco nazionale dell'Alta Murgia (Puglia), venne ucciso nel sonno da una fucilata : a detta dello sparatore, era stato scambiato per un cinghiale.

 

Per la formazione di un buon cittadino B.P. ritiene essenziale insegnare ai ragazzi ad essere responsabili di se stessi e del proprio sviluppo, per la formazione di adulti sui quali la comunità potrà fare affidamento nell' àmbito della società, del lavoro e dell'ambiente.
Abbiamo visitati i luoghi e conosciuta nei particolari la tragedia del Vajont: le vittime innocenti sono state quasi 2000, travolte e uccise da un'enorme massa d'acqua e di fango in una notte di 50 anni fa. Abbiamo visitato il grande cimitero dove intere famiglie sono sepolte. Quanto accaduto dovrebbe costituire perenne monito a non forzare la natura in nome del progresso, lezione che l'uomo purtroppo non ha ancora imparato.
Abbiamo ascoltata la drammatica testimonianza del sig. Fernando - uno dei pochi superstiti - che ci ha accompagnate alla visita della grande diga. Il sig. Andrea Padoin, invece, ci ha illustrato la documentazione del convegno sul Vajont, tenutosi nel 2013, contenuta nel volume "Preparati a servire - L'intervento scout al Vajont (1963)", edito dal Centro Studi e Documentazione Scout "Don Ugo De Lucchi".
Siamo venute, così, a conoscenza dell'opera svolta dai Rovers e Scolte - accorsi da tutte le parti d'Italia - nel prestare soccorsi e recuperare le salme, dimostrando un grande coraggio e un forte spirito di servizio.

 

Il servizio al prossimo - dice B.P. - deve essere un atteggiamento della vita che trova modi per esprimersi concretamente in ogni momento. Il vero modo di essere felici è dare la felicità al prossimo.
Abbiamo avuto modo di riscontrare la realizzazione di questo pensiero in occasione della successiva visita alla "Fondazione Feder Piazza" di Treviso. Anna Feder, fondatrice e organizzatrice degli scout a Treviso, divenuta insegnante, trasferisce l'esperienza scout nella scuola, infondendo negli alunni spirito d'avventura e di gioco, esigendo nel contempo impegno e senso di responsabilità. Dopo il matrimonio con l'artista Francesco Piazza, accoglie nella propria casa chiunque abbia bisogno di un aiuto scolastico e non solo. Alla sua morte, nasce la Fondazione che si propone di realizzare attività di beneficenza, istruzione e formazione rivolte ai giovani.
Una gradevole sorpresa dell'intera route è stata quella di avere incontrato numerose persone provenienti dal mondo scout che si sono dimostrate estremamente disponibili e premurose. Abbiamo osservato come l' Agesci in questa città collabori attivamente con gli scout d'Europa con la proposta di varie iniziative e scambi culturali.
Qui abbiamo trovato ad attenderci due scout e alcune scolte della nostra generazione che ci hanno accompagnate al Parco del alberi parlanti, un grande giardino curato e attrezzato con giochi e spazi creativi. Durante la visita alla bellissima città siamo state gentilmente ricevute dal Sindaco ex scout.

 

A Belluno lo storico Marco Perale - già scout - ci ha illustrato con grande ricchezza di esposizione le caratteristiche della terra e del popolo bellunese, mostrandoci anche i monumenti e i palazzi più significativi.

 

Nel corso dell'intera route abbiamo avuto modo di confrontarci anche in gruppi ristretti e di approfondire il rapporto di amicizia tra di noi: un elemento che ci arricchisce e ci accompagna, ad ogni ritorno, nel cammino quotidiano.