NUMERO
3 - 2014
In primo piano
di Maurizio Crippa
Capo Scout, Incaricata Nazionale della Branca RS ai tempi della Route in Abruzzo del 1986
di Maurizio Crippa
La fiducia dei capi reparto si ripone nell’Alta
di Anna Maria Rusconi e Giovanni Dell'Era
BRANCA E/G
"WURZL 2014", "Radici" appunto, è il nome scelto per il raduno internazionale biennale ospitato dall'Austria...
di Pietro Radaelli/EG Lecco 3
Il campo in Val Carona per le guide e gli esploratori del Lecco 1
di Marco Meinardi /EG Lecco 1
"Divergent", di Veronica Roth è il tema del campo estivo 2014 del reparto misto "Braci Ardenti" del Lecco 3...
di Pietro Radaelli/EG Lecco 3
Scolte ancora
Belluno 5-9 Settembre 2014
di Mariarita Maggi e Albertina Negri
BRANCA E/G


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AL CAMPO DI… PIOGGIA
di Marco Meinardi /EG Lecco 1

Dopo un viaggio in treno e in pullman, siamo arrivati a Caronella e abbiamo percorso gli ultimi chilometri a piedi per arrivare in Val Carona. Non appena arrivati, abbiamo perlustrato la zona per scegliere il posto dove montare l'angolo di squadriglia: abbiamo scelto quello per la grande presenza di alberi, comodi per fare la sopraelevata. Dopo il giretto di perlustrazione, abbiamo montato le tende a terra. La prima notte è trascorsa dormendo tranquillamente: stava iniziando una lunga serie di giorni di pioggia incessante, ma noi non lo sapevamo ancora...

 

Il terzo giorno abbiamo dovuto montare la sopraelevata sotto la pioggia, ma, grazie agli alberi che ci davano un po' di protezione, siamo riusciti a finire il lavoro senza bagnarci troppo.
Il giorno delle attività fortunatamente non pioveva, quindi siamo riusciti a eseguirle senza difficoltà e ci siamo divertiti molto.

 

Per l'hike siamo partiti col sole, ma dopo qualche ora si è messo a piovere e ha continuato per due giorni interi; soprattutto al secondo siamo arrivati con il sole sì, ma lavati fradici.

 

Durante la veglia fortunatamente ha piovuto solo verso le tre e poi ha smesso, ma solo quando il mio turno era finito ormai da un pezzo.

 

Pioggia, pioggia e ancora pioggia, anche alla fine della giornata dei genitori.

 

Per un po' abbiamo difeso i piedi con gli scarponi o con dei sacchetti di plastica tra le calze e le scarpe: il metodo funzionava, ma dopo un po' i sacchetti si sono bucati e addio piedi asciutti! A quel punto ci siamo rassegnati a convivere con il bagnato.

 

Il penultimo giorno ci siamo svegliati con il diluvio fuori dalle tende e per nostra disgrazia dovevamo togliere le tende dalle sopraelevate e montarle a terra. Fatto questo, ci siamo accorti di avere il catino della tenda e gli zaini lavati. A quel punto i capi, dopo una serie di discussioni tra di loro e con noi, hanno deciso di farci tornare a casa. Merito anche del mio compagno di squadriglia, Pitto, che ha sentenziato: "Possiamo decidere tra restare fermi e bagnarci e camminare e bagnarci". E la nostra scelta è stata camminare e bagnarci... per tornare a casa! Non avevamo pensato però alle sopraelevate da smontare, così, dopo un'ora di lavoro e di lamentele, abbiamo concluso il lavoro. A quel punto il sole spuntò... In molti dicevano: "Cavolo, dovevamo restare, così le tende le avremmo smontate all'asciutto".

 

Troppo tardi: ormai i camion erano arrivati e noi eravamo già pronti per la discesa.