NUMERO
2 - 2014
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di Stefy Lusenti e Andrea Mussi
La voce della Cooperativa
di Beppe Cortona
Intervista a Andrea Baggioli, Presidente della Cooperativa
di Anna Maria Rusconi
tutti in marcia il 9 Novembre
Ecco il Comune ideale per Flavio Polano, il nuovo sindaco di Malgrate
di Giusy Negri e Anna Maria Rusconi




TRASPARENTE COME UNA BOTTIGLIA
di Giusy Negri e Anna Maria Rusconi

Le ultime elezioni amministrative di Malgrate hanno eletto sindaco Flavio Polano. Ex scout del Lecco 3, il primo cittadino del paese al di là del lago è stato scelto da 1450 residenti il 25 maggio scorso.
Al nostro giornalino era già capitato di intervistarlo anni fa, quando, in qualità di direttore, si occupava di Servizi Sociali al Comune di Lecco, Ente presso il quale è rimasto per 20 anni. Il passo in avanti non è da poco, poiché Malgate, per quanto abbia solo circa 4200 abitanti, per il suo affaccio sul lago e la sua estrema vicinanza è integrato in toto al territorio di Lecco, con il quale condivide problematiche in termini di viabilità, ambiente e paesaggio, turismo e cultura.
Gli scout, soprattutto quelli che conoscono Flavio da quando era ragazzino, si aspettano da lui un impegno che faccia trapelare i valori ai quali è stato educato.

 

• Quale emozione hai provato non appena sei stato eletto?
Una grande soddisfazione e una gioia che ha ampiamente ricompensato le fatiche dei quattro mesi precedenti di intenso lavoro fatto come lista civica. Il primo pensiero è però stato che, a fronte del successo elettorale registrato, andato oltre le aspettative, avrei dovuto impegnarmi nei confronti dei miei concittadini, di tutti, indistintamente, per mantenere le promesse e gli impegni assunti in campagna elettorale. Mi son anche detto: "Ora sono il numero uno e, come spesso si dice, la parola del Sindaco è la parola che conta: dovrò stare bene attento a come mi esprimo". Battuta a parte, lo scoutismo mi ha insegnato il profondo valore del senso della promessa, del porsi al servizio degli altri: adesso devo impegnarmi per dare concretezza ai valori in cui credo profondamente. È un mettersi in gioco, per quanto, in fondo, tutta la vita debba essere vissuta come un gioco. È con questo spirito che voglio affrontare questa sfida.

 

• Se dovessi fare un confronto con il mondo scout, a chi paragoneresti la figura del sindaco (ad Akela, al capo-squadriglia, al capo-reparto, al più piccolo degli squadriglieri...)?
Il parallelo mi viene di farlo con l'essere capo, che sia Akela, capo-reparto o capo-clan. Il capo è chi, grazie all'esperienza, ha imparato ad assumersi le sue responsabilità; nel mio caso, ad aiutarmi a "guidare la mia canoa" è la responsabilità civica di rispetto della Costituzione Italiana e delle leggi dello Stato.

 

• Che cosa ritieni che abbiano in comune la figura del sindaco e quella del capo?
Entrambi hanno fatto una promessa, entrambi hanno assunto, pubblicamente il sindaco, di fronte alla Comunità capi il capo scout, l'impegno di guidare una comunità, grande o piccola che sia, con le responsabilità civiche o educative che ne derivano.


• Tre articoli della legge scout che riassumano il modo in cui intendi operare come amministratore.

"Meritare la fiducia", "essere leali", "essere utili agli altri", che traduco in due espressioni che ritengo essere l'approccio del buon amministratore pubblico: saper ascoltare i propri cittadini e mettersi al loro servizio. Saranno il mio faro. In un linguaggio più politico, il nostro progetto (siamo un gruppo di persone che condivide alcuni valori e che insieme - una squadra - vuole lavorare per migliorare la vita della propria comunità) si esplicita attraverso i seguenti principi: la partecipazione dei cittadini alle scelte importanti dell'Amministrazione, la solidarietà sociale verso chi fa più fatica, la sicurezza (ovvero il rispetto delle regole del buon convivere civile), la trasparenza dell'azione amministrativa (il Comune deve essere come una bottiglia di vetro), la coerenza tra i valori cui si dichiara di aderire e le azioni che poi concretamente verranno svolte e la misurabilità dell'azione politica (i benefici che ne ricavano i cittadini).

 

• Bene... Adesso immagina di dover organizzare l'attività di sindaco come un capo-reparto organizza il campo estivo: titolo del campo, obiettivi, organizzazione logistica, ruoli... Quali sono insomma gli ambiti e le attività in cui, secondo te, è possibile far emergere in maniera inequivocabile i principi che guideranno il tuo operato?
Titolo del campo: Il paese da costruire insieme. Gli obiettivi, indicati nelle linee programmatiche dell'Amministrazione (il progetto politico): riqualificare gli spazi verdi del paese, andare avanti nella riqualificazione del lungolago, migliorare la capacità di differenziare i rifiuti, promuovere lo sviluppo di attività e iniziative sul lago per accrescere l'attrattività turistica del paese, riqualificare in unico polo l'ambito della scuola (dalla prima infanzia alle medie), valorizzare appieno e sistemare(riqualificare) gli spazi destinati alle attività sportive, avviare il centro polifunzionale per anziani e soggetti fragili. Non grandi progetti ma azioni e interventi concreti.


• A chi in Comune, tra impiegati e amministratori, tocca, secondo te, la corvée giornaliera più pesante?
Sicuramente agli impiegati. A loro tocca il quotidiano compito di tradurre le scelte fatte dagli amministratori, a loro il compito di usare pala e piccone, telefono e computer. In un piccolo comune come Malgrate, però, dove il personale è davvero molto contenuto di numero e le risorse finanziarie poche, anche gli Amministratori si rimboccano le maniche (trasporti occasionali di anziani e disabili, organizzazione di eventi, controllo delle ditte che eseguono i lavori per conto del Comune, ecc.).

 

• E tu, a chi la faresti fare?
Non tocca al Sindaco né all'Amministrazione scegliere che cosa far fare ai dipendenti. Sono ruoli diversi: i dipendenti hanno un contratto di lavoro e quindi svolgono la loro attività in virtù di funzioni e compiti attribuiti, appunto, da quello. Poi ci sono tante altre regole da rispettare, che non facilitano il compito degli Amministratori di lavorare per realizzare gli obiettivi indicati nel programma politico (le promesse e gli impegni). Norme che, a parer mio, sono troppe.

Parole misurate e, non c'è che dire, politically correct. A fare il politico ha già imparato!

 

Giusy Negri e Anna Maria Rusconi
Cooperativa Progetto Scout