NUMERO
1-2014
In primo piano
a che punto siamo
di Maurizio Crippa
la Route nazionale RS 2014 (e il ricordo della Route della mandria 1975...)
di Maurizio Crippa
Come sono preparati Clan/Fuoco e Noviziato lecchesi
di Maurizio Crippa
BRANCA L/C
di Aldo Maggi
di Piergiorgio Licini
BRANCA E/G
di I custodi della Casa Scout ai Piani Resinelli
BRANCA R/S
La missione della Cooperativa fondamentalmente รจ una sola...
di Beppe Cortona
La voce della Cooperativa
In ricordo di Osvaldo Gheza
di Don Francesco Scanziani e Stefy Lusenti
di Clemente Domenici
di Andrea Baggioli
TESTIMONE INSTANCABILE DELLA "BUONA NOVELLA"
di Don Andrea Lotterio
In primo piano
STRADE DI CORAGGIO
di Maurizio Crippa

La branca Rover - Scolte, dopo qualche anno di riflessione, lancia di nuovo la sfida della route a livello nazionale scegliendo il tema del "coraggio". La preparazione all'incontro e al confronto durante la Route avverrà tramite un "capitolo nazionale " articolato in tre fasi: 1.osservare, per acquisire consapevolezza per orientare il proprio agire, 2.dedurre, per maturare ed esprimere un pensiero critico e generativo, 3.agire, per progettare e "... fare nuove cose ..." con coraggio.

 

Secondo la migliore tradizione della branca R-S, il lavoro preparatorio porterà il Clan ad elaborare "la carta del coraggio", che sarà essa stessa un momento di cambiamento in cui tutti i rover e le scolte sommeranno le scelte che hanno deciso di compiere. La traccia che permetterà di sviluppare i capitoli che i Clan realizzeranno è costituita dalle cinque "strade del coraggio", per aiutare i ragazzi a far crescere l'abitudine a mettere il cuore nelle cose, senza gesti plateali o eroici, ma semplicemente aumentando il senso della responsabilità verso se stessi e verso gli altri. E quindi, il coraggio di amare, di farsi ultimi, di essere Chiesa, di essere cittadini, di... liberare il futuro.

 

Devo ammettere che, leggendo il documento, mi è venuta voglia di rimettermi le braghe corte, di prendere zaino e tendina e di partire ... , ma non è più il mio tempo! Allora ho provato a riflettere e a confrontare il tema di questa Route con quella del 1975, quella della Mandria, la prima della branca R-S della neonata Agesci. La prima cosa che mi ha ovviamente colpito è la scelta di aver posto la parola "coraggio" prima del processo di costruzione del futuro al quale la branca (ma direi tutti) va incontro. Ciò sembra riflettere l'altissimo grado d'incertezza, ormai considerata come l'elemento ineluttabile che caratterizza oggi la vita di ciascuno, a tutte le età.

 

Tuttavia l'esperienza ci insegna a non immaginare il futuro come qualcosa a sé stante, senza considerare il passato e il presente di ciascuno. La necessità di avere coraggio, anziché sembrare un elemento di discontinuità rispetto al passato, in realtà è il modo più evidente per confermare che l'evoluzione dell'uomo e della società dipendono, invece, dalla volontà di ciascuno di affrontare il futuro con un progetto, fissando degli obiettivi e non subendo passivamente gli eventi facendosi trascinare dalla corrente; dalla volontà di costruire un futuro con un atteggiamento che la trasformi in azione.

 

Nel 1975 la Route della Mandria aveva come tema "Costruiamo il nostro tempo"; è curioso notare anche la differenza dei logo: allora era un uomo stilizzato con le braccia protese, oggi è un cuore sopra una freccia ... "Costruiamo il nostro tempo", congiuntivo esortativo al presente, prima persona plurale, senza altre condizioni. Forse che nel 1975 non era necessario avere coraggio? forse che era più facile guardare al futuro? Non si può sapere! L'unica certezza dei rover e delle scolte di allora era la percezione netta della possibilità del miglioramento continuo e diffuso: individuale, sociale, economico, politico, culturale, con vincoli molto meno stringenti di oggi. In questo, senza dubbio, i rover e le scolte del 2014 hanno più bisogno di coraggio e ci devono mettere tutto il cuore per guardare al futuro con fiducia; in ciò lo scoutismo, con la sua proposta educativa e con la sua visione dell'uomo e dei valori universali, può ancora giocare un ruolo decisivo nella formazione della persona. E più di prima!