NUMERO
1-2014
In primo piano
a che punto siamo
di Maurizio Crippa
la Route nazionale RS 2014 (e il ricordo della Route della mandria 1975...)
di Maurizio Crippa
Come sono preparati Clan/Fuoco e Noviziato lecchesi
di Maurizio Crippa
BRANCA L/C
di Aldo Maggi
di Piergiorgio Licini
BRANCA E/G
di I custodi della Casa Scout ai Piani Resinelli
BRANCA R/S
La missione della Cooperativa fondamentalmente รจ una sola...
di Beppe Cortona
La voce della Cooperativa
In ricordo di Osvaldo Gheza
di Don Francesco Scanziani e Stefy Lusenti
di Clemente Domenici
di Andrea Baggioli
TESTIMONE INSTANCABILE DELLA "BUONA NOVELLA"
di Don Andrea Lotterio
BRANCA R/S




HAI MAI PENSATO DI FARE IL CAPO?
di Beppe Cortona

La missione della Cooperativa fondamentalmente è una sola: favorire lo sviluppo dello scoutismo nel territorio di Lecco .
Con la prevista inaugurazione (prossima serata nel mese di maggio 2014) della parte di sede di via Risorgimento nuova di zecca mirata alle esigenze del Gruppo Agesci Lecco 2, il compito primario del reperimento di strutture per i giovani scout appare verosimilmente esaurito.
Sono ancora da onorare prestiti e debiti entro il 2015 (vedremo assieme i conti precisi all'assemblea del 6 maggio 2014) a fronte della possibilità per i gruppi Agesci di Lecco di usufruire (oltre alla sede "Luigi Buizza" di via Risorgimento in Lecco) di "meravigliose opportunità" gestite da volenterosi soci che meritano un forte grazie da parte di tutti: Casa scout ai Piani Resinelli-Casa scout di Tremenico-Accesso facilitato al campo scuola di Colico in quanto i custodi del quarto fine settimana del mese fanno parte della Cooperativa.
E' pure vero che la gestione di tali iniziative presenta ancora problematiche non risolte (in particolare per la gestione di Via Risorgimento da tempo si cerca un custode ..) e che potranno essere verificati ulteriori impegni se interessanti ed utili, ma certamente il grosso è stato fatto .
A questo punto come redazione di PLP ci si è chiesto: può ancora essere utile la Cooperativa per favorire lo crescita dello scoutismo?
Ne abbiamo discusso una sera con i Capi Gruppi Agesci di Lecco: dei servizi che la Cooperativa offre, oltre a quello della distribuzione uniformi, molto utile è parso quello svolto dalla Segreteria per la raccolta delle nuove richieste di iscrizioni ai Gruppi Scout.Sono emersi alcuni suggerimenti ma il punto cruciale è questo : pur con miglioramenti degli ultimi anni esiste da tempo una discrepanza (più o meno significativa in funzione delle annate) fra le richieste di fare lo Scout (ben vengano!!!) e la possibilità reale che queste richieste possano venire accolte.
In particolare o un bambino/a entra negli scout in età canonica degli 8 anni quando i Gruppi hanno a disposizione circa una trentina di posti per i Nuovi Soci, oppure è difficilissimo riuscire ad entrare negli anni successivi specie nelle Unità della Branca Lupetti/Coccinelle. Qualche possibilità in più può accadere in età Reparto (dai dodici anni); senza particolari problemi viene invece riferita la possibilità di entrare negli scout in età Noviziato/Clan-Fuoco (dai sedici anni in su).
E' stato possibile stimare che da quando sono state centralizzate le iscrizioni presso la segreteria circa 10-15 bambini/e per anno ,pur se desiderosi, NON hanno potuto iniziare l'avventura scout per un totale di circa duecento-duecentocinquanta persone.
Le Comunità Capi Agesci sono coscienti di tale dato ? E' un fatto ineludibile (da sempre è stato così...) oppure è possibile fare qualcosa?
Il problema appare d'altra parte di difficile soluzione: l'organizzazione delle unità (Branco/Cerchio parallelo o misto) può sì favorire l'accoglienza di più bambini/e - vedi il Lecco 3 che accoglie da solo un numero di nuovi iscritti pari alla somma dei bambini entrati nel Lecco °1 e Lecco 2°- però il nodo da sciogliere da sempre è sicuramente la mancata disponibilità di Giovani Capi in grado di assumersi l'incarico di Capo Unità .Se poi si è disposti a fare il Capo la durata di tale disponibilità è mediamente limitata a uno, massimo due anni.
La Comunità Capi del Lecco 3° negli ultimi tempi, pur di non chiudere delle Unità, è riuscita a promuovere l'iter di formazione capi anche ad adulti non provenienti dall'Agesci o ha richiamato in servizio genitori ex Scout disponibili a rimettersi in gioco come educatori Scout.
Puo' essere una via da non tralasciare - ma la vera domanda sta nella capacità dello scoutismo ed in particolare delle Comunità Capi di favorire nei giovani rover /scolte la scelta vocazionale di fare il capo.
Per fare il Capo Scout si diceva un tempo bisogna essere un po' santi un po' folli. Non so se sia ancora così, ma certo ci vuole un ambiente educativo ricco di stimoli che cerchi di aiutare i giovani a scoprire motivazioni personali forti e sincere.
Si può intravedere una alleanza fra generazioni per permetterci di far sorgere nei giovani (oppure anche in adulti un po' particolari...) la domanda "ho mai pensato di fare il Capo Scout ? e perché ? quali sono gli ostacoli ? come potermi far aiutare a rimuovere le difficoltà che intravedo?"
Se tale ruolo è costituzionale delle Comunità Capi si può pensare e poi sperimentare un compito di aiuto anche per gli amici della Cooperativa?