NUMERO
1-2014
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di Andrea Baggioli
TESTIMONE INSTANCABILE DELLA "BUONA NOVELLA"
di Don Andrea Lotterio




ADDIO A DON TITINO
di Don Andrea Lotterio

Addio a don Titino, testimone instancabile della "buona novella"

 

Lo storico assistente ecclesiastico del Como si è spento a 91 anni

 

«Mi hai insegnato a intraprendere un nuovo inizio, a rompere gli schemi di ieri, a smettere di dire a me stesso "non posso" quando posso, "non sono" quando sono, "sono bloccato" quando sono totalmente libero»

(Rabbi Nachman di Brazlav).

 

Nel giorno in cui don Tito ci ha lasciati per entrare nella gioia del suo Signore abbiamo ripensato a queste parole. Tra queste righe riconosciamo la presenza di don Tito nell'avventura scout che ha vissuto accanto a tanti ragazzi e a tanti capi educatori: il suo invito aperto, fatto sempre a tutti, a giocare la propria esistenza per il Vangelo.
Al di là dei momenti in cui abbiamo avuto il dono di conoscerlo e delle diverse esperienze condivise, è bello ricordare questo "spirito", questa "passione", questa possibilità di andare oltre le nostre fatiche e i nostri limiti, che ci ha comunicato fino alla fine. Una fine che per lui, ancora una volta, è un "nuovo" inizio.

 

Ha sempre colpito il coraggio e la forza con cui affrontava qualsiasi situazione della propria vita, della sua comunità parrocchiale, della Chiesa, del mondo scout, perché questo è il Vangelo: una buona notizia. Come a dire: possiamo ancora iniziare perché partiamo da una buona notizia. È una ingenuità e una cattiva operazione partire dalle cattive notizie, partiremmo con il piede sbagliato: con lui tutti noi abbiamo vinto quelle che potevano essere cattive notizie per sentirci più uniti e saper iniziare ogni volta. Questo è il frutto di una grande passione educativa e di una straordinaria lucidità intellettuale. "Mi hai insegnato a intraprendere un nuovo inizio...", parola ricca di fascino, di speranza, di consolazione da custodire nel nostro cuore.

 

Don Tito ha sempre predicato il silenzio per metterci in ascolto di Dio, la strada come luogo dell'incontro con Lui, la contemplazione come strumento per meditare sul messaggio cristiano. Il richiamo all'"ascolto", alla "strada" e alla "contemplazione", sono la più grande eredità che ci lascia, unita alle sue parole, alla sua testimonianza di annuncio in mezzo alle persone che ha sempre raggiunto con profondità e intensità.
Grazie, Don Tito, per le tue parole che non tramonteranno, per il tuo esempio che non lascerà il nostro cuore e per il tempo che hai dedicato alla vita e alla missione di questa nostra Associazione: Buona Strada... là dove essa trova il suo compimento!

 

don Andrea Lotterio a nome dell'AGESCI Lombardia

 


Don Giambattista Levi, conosciuto da tutti come don Titino, si è spento per un arresto cardiaco. Avrebbe compiuto 92 anni il prossimo 24 luglio, don Titino, nato a Chiavenna e chiamato alla vocazione sacerdotale in età adulta, già diplomato geometra all'Istituto "Cattaneo" di Milano. La sua lunga vita documenta una fede appassionata, comunicata e trasmessa in più ambiti a partire dalla comunità parrocchiale che gli fu affidata fin dalla sua origine. Il 28 dicembre 1963, infatti, il vescovo Bonomini decretò l'erezione della parrocchia di Prestino nominando parroco don Titino che, oltre a occuparsi della "cura delle anime", si impegnò in prima linea nell'edificazione della nuova chiesa che fu inaugurata nel 1972 e divenne nel tempo un punto di riferimento e animazione soprattutto per i giovani.

Don Levi fu fra gli iniziatori dello scoutismo comasco già nel primo Dopoguerra: assistente del gruppo Como 1°, fondò successivamente nella parrocchia di Prestino il gruppo Como 3°. Giovani e adulti di varie generazioni hanno ricordi indelebili del rapporto con il carismatico sacerdote. La passione educativa fu in effetti valorizzata con un prestigioso riconoscimento della città: nel 2004 ricevette l'Abbondino d'Oro proprio per il suo impegno nell'ambito formativo e per la sua dedizione ai giovani.

L'ultimo campeggio organizzato dal parroco di Prestino fu nel '96. «Aveva già più di 70 anni, ma quando era con i ragazzi era infaticabile», ricorda monsignor Angelo Riva sottolineando anche la preparazione culturale e l'incarico di docente di religione che lo impegnò per oltre 25 anni tra gli studenti dell'Istituto "Caio Plinio".

Fra i tratti della sua personalità, don Riva indica anche il rigore nel ruolo di amministratore in Curia nell'Ufficio diocesano e la particolare attenzione al mondo dei media. Don Titino affiancò don Virgilio Bianchi nella fondazione del Settimanale della Diocesi di Como, alla fine degli anni Settanta. «Ha sempre dimostrato una straordinaria e appassionata conoscenza della diocesi, dei suoi preti, dei laici che ne hanno costruito il profilo, dei vescovi che l'hanno guidata», nota monsignor Carlo Calori sottolineando il segno indelebile impresso da don Titino nella storia locale.