NUMERO
1-2014
In primo piano
a che punto siamo
di Maurizio Crippa
la Route nazionale RS 2014 (e il ricordo della Route della mandria 1975...)
di Maurizio Crippa
Come sono preparati Clan/Fuoco e Noviziato lecchesi
di Maurizio Crippa
BRANCA L/C
di Aldo Maggi
di Piergiorgio Licini
BRANCA E/G
di I custodi della Casa Scout ai Piani Resinelli
BRANCA R/S
La missione della Cooperativa fondamentalmente รจ una sola...
di Beppe Cortona
La voce della Cooperativa
In ricordo di Osvaldo Gheza
di Don Francesco Scanziani e Stefy Lusenti
di Clemente Domenici
di Andrea Baggioli
TESTIMONE INSTANCABILE DELLA "BUONA NOVELLA"
di Don Andrea Lotterio
La voce della Cooperativa




A FAUSTO, IL MEDICO, L'AMICO, L'UOMO
di Clemente Domenici

Pensando a Fausto Frizzi, scomparso lo scorso gennaio, il ricordo non può non tornare a quando ho mosso i miei primi passi nello scoutismo. Quando ero lupetto, il Branco era guidato da "Cheftaines", ma appena dopo, con il mio passaggio negli Esploratori, ecco che il servizio di Akela, Bagheera e degli altri Capi era svolto da Rover del Clan "La scure". Fausto fu forse il primo Akela di sesso maschile del Lecco 1.

 

In quel momento la mia presenza in altra Branca non mi ha consentito una sua assidua frequentazione, ma ci siamo ritrovati insieme quando, con un gruppo di amici, si è concretizzato il desiderio di dar vita alla Cooperativa Progetto Scout, per sostenere le nuove generazioni ed aiutarle a mantenere vivi quei valori che ci avevano fatti crescere e ci avevano dato tanto. E Fausto ne è stato il primo presidente.

 

Credo che "il fare del proprio meglio" a servizio degli altri sia stato uno dei cardini della sua vita, appreso da ragazzo nello scoutismo e vissuto poi a tutto campo nei vari ambiti della sua esistenza, familiare e professionale.
Medico stimatissimo per la sua alta competenza e la sua premurosa e costante disponibilità, padre e marito affezionatissimo che forse non ha saputo reggere la perdita della sua adorata Chicca, compagna inseparabile fin dalla giovinezza.

 

Con poche parole, guardando di sottecchi, esprimeva il suo parere di uomo e di medico. Fausto: scout, uomo, medico, amico. Tutti noi sapevamo di poter contare su di lui; è stato medico sapiente e uomo saggio. La sua disponibilità era totale, la sua casa aperta ad amici e pazienti. Le sue diagnosi puntuali e altamente professionali. Pur essendo di poche parole, con il suo sorriso e la voce pacata riusciva a sdrammatizzare e a rincuorare. È stato un amico per tanti.

 

Ad una prima impressione poteva apparire un po' schivo e quasi rude, ma credo che fosse un atteggiamento per celare la sua naturale timidezza. Bastava un suo sorriso sotto i baffi con l'immancabile pipa tra le labbra per sciogliere ogni dubbio.

 

Sapeva usare al meglio anche le mani, non solo nel suo delicato lavoro di ortopedico, ma anche come falegname autodidatta: aveva allestito nella sua casa un piccolo laboratorio di falegnameria dove trascorreva parte del suo tempo libero divertendosi, da quando era diventato nonno, a creare, fra l'altro, giocattoli per i suoi nipotini. Forse anche questa passione era nata nei lontani anni quando, facendo l'esploratore, costruiva tavoli e altari per il suo angolo di squadriglia: era un perfetto "mani abili".

 

Fausto ci ha lasciati. Avvolto nel profumo della sua pipa si è incamminato verso la luce in cui credeva. Lo immaginiamo così, con la pipa in mano, il sorriso un po' sornione sotto i baffi, il passo tranquillo e cadenzato. Ci mancherà. Tutti abbiamo pensato che si sia ritrovato lassù con la sua Enrica. La vita non li ha separati che per breve tempo. Mancherà moltissimo ai suoi figli e ai suoi nipoti, ma non solo, perché il suo ricordo sarà custodito da tutti noi che lo abbiamo conosciuto ed apprezzato.